Maestro Pasticcere, Docente, Delegato Conpait Sicilia, Vice presidente nazionale
Acireale, provincia di Catania. È qui che tutto è cominciato e qui che continua, per scelta precisa e non per caso.
Peppe Leotta è maestro pasticcere, docente di alta formazione, delegato regionale per la Sicilia della Confederazione Pasticceri Italiani (Conpait) e recentemente vice presidente nazionale. Specializzato in zucchero artistico, cioccolato artistico, pasticceria siciliana e formazione professionale, ha costruito in oltre vent'anni un percorso fatto di competizioni internazionali, corsi, medaglie e — soprattutto — di centinaia di allievi che oggi lavorano nei laboratori di tutta Italia.
Raccontarsi
La mia città è Acireale, per nascita e forse ancor di più per vocazione, per la sua antica e prestigiosa tradizione pasticcera.
Un giovane ragazzo dall'anima rock 'n' roll che faceva del laboratorio di pasticceria il suo Grest estivo, trascorrendo le ore libere dagli impegni scolastici tra impastatrici e paste sfoglie nella rinomata pasticceria-gelateria "Costarelli" di Acireale.
Quando ripenso alla mia gioventù, mi rivedo con gli occhi di un ragazzo che già a tredici anni capisce e fa suo il sogno di diventare un bravo pasticcere — e con la massima determinazione lo porta avanti, fino ad oggi. Ho sempre trovato forza nella mia città, sfruttando ogni occasione di crescita e formazione che incontravo nel percorso, affinando tecniche e visione con quella lungimiranza che mi ha permesso di restare legato alle radici senza rinunciare al futuro.
Sono l'ultimo di cinque figli, cresciuti da una mamma che ha costruito una famiglia solida, fondata su rispetto, collaborazione e amore. A ventuno anni, nonostante quell'unione, scelgo di andare via e iniziare a vivere da solo — un cambiamento ponderato che mi avrebbe portato, poco dopo, a trasformare definitivamente la passione in lavoro. La costa di Santa Maria La Scala mi accoglie per prima: la mia prima casa, il mare, i giri in barca, quella dolce solitudine del blu che per me è sempre stato luogo di riflessione.
Oggi sono padre di due figli e ho al mio fianco una donna straordinaria. Il rapporto tra i miei figli e il mio lavoro lo gestisco con equilibrio: li coinvolgo quando ha senso, perché educa i sensi e la mente, ma senza forzature.
Estetica ed Essenza

Chi mi ha vissuto sa di queste due personalità: preciso, rigido e irreversibile in laboratorio — ironico e goliardico fuori.
Il segreto che mi ha reso caparbio nella realizzazione di quel grande desiderio, oggi realtà concreta, è la voglia di non fermarsi mai. Studiare, approfondire, andare oltre la superficie. Anche la filosofia e la pedagogia mi hanno aiutato a sviluppare un modo di percepire il lavoro attraverso i sensi — non fermarsi all'estetica fine a se stessa, ma cercarne l'essenza.
Lo ritrovo nel quotidiano: dalla disposizione di un buffet o di un dessert riesco a capire i tratti caratteriali di un collega, il suo approccio alla professione, quanto sia attento alla singola grammatura. Ed è proprio lì, in quel dettaglio, che si misura un vero professionista.
Volgere lo sguardo verso qualcosa di diverso da ciò che esclusivamente ci appartiene. Questo è il segreto che mi ha reso ancora più caparbio nella realizzazione di quel grande desiderio, oggi concreta realtà.

